Lo statuto del Rifugio Miletta

Il Rifugio Miletta è un’associazione di volontariato che si prende cura di animali in difficoltà, liberati da sofferenza e schiavitù, e che promuove la cultura del rispetto dei loro diritti. Presso il Rifugio, asini, cavalli, mucche, capre, cani, gatti, uccelli e altri ospiti, convivono liberamente e pacificamente.

Il Rifugio Miletta è anche Centro Recupero Animali Selvatici attivo in provincia di Novara. Se una persona si imbatte in un animale selvatico in difficoltà, investito, ferito, malato, può chiamare il numero unico di emergenza 112 che inoltrerà la chiamata all’associazione per il soccorso, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Articolo 1 - Denominazione e sede

È costituita ad Agrate Conturbia (NO), in Via Visconti 31, un’associazione di volontariato, ai sensi della legge 266/1991 denominata “ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO RIFUGIO MILETTA”. Ai sensi dell’articolo 8 comma 1 della legge 266/1991 l’associazione beneficia dell’esenzione dell’imposta di bollo e registro.

Articolo 2 - Scopo

L’associazione è apolitica e non ha scopo di lucro. Essa ha per finalità la protezione e la promozione dei diritti degli animali e la diffusione presso l’opinione pubblica di un modello di convivenza fondato sull’empatia e sul riconoscimento degli animali come soggetti portatori di diritti: il diritto alla vita, alla libertà e alla non sofferenza. In particolare l’associazione si propone di:

  • Intervenire contro l’abbandono e l’incuria, soccorrendo ed affidando animali randagi, abbandonati o maltrattati presso persone che diano garanzie di buona convivenza
  • Prendersi cura di animali portatori di handicap
  • Intervenire contro qualsiasi forma di sfruttamento e maltrattamento, nei limiti delle forze disponibili in termini di spazi, volontari e risorse economiche
  • Lottare contro la vivisezione
  • Promuovere con ogni mezzo, utile e lecito, una cultura antispecista
  • Promuovere ed organizzare campagne di sensibilizzazione volte alla raccolta di fondi destinati all’attività

Durante la vita dell’associazione non potranno essere distribuiti, neppure in modo indiretto, avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale.
L’associazione è altresì caratterizzata dalla democraticità della struttura, dall’elettività e gratuità delle cariche associative e dalle prestazioni fornite dagli associati e dall’obbligatorietà del bilancio; si deve avvalere prevalentemente di prestazioni volontarie, personali e gratuite dei propri aderenti e non può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo se non per assicurare il regolare funzionamento delle strutture o qualificare e specializzare le sue attività, comunque e sempre nei limiti imposti dalla vigente normativa in materia di volontariato.

Articolo 3 - Durata

La durata dell’associazione è illimitata e la stessa potrà essere sciolta solo con delibera dell’assemblea straordinaria degli associati.

Articolo 4 - Domanda di ammissione

  • Possono far parte dell’associazione, in qualità di soci, solo le persone fisiche che partecipano alle attività sociali, che ne fanno richiesta e che siano dotati di una irreprensibile condotta morale e civile. Viene espressamente escluso ogni limite sia temporale, sia operativo, al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano
  • Tutti coloro che desiderano far parte dell’associazione dovranno redigere una domanda su apposito modulo
  • La validità della qualità di socio efficacemente conseguita all’atto di presentazione della domanda di ammissione è subordinata all’accoglimento della domanda stessa da parte del consiglio direttivo, il cui giudizio deve sempre essere motivato e contro la cui decisione è ammesso appello all’assemblea generale
  • In caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercitante la podestà parentale. Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne
  • La quota associativa non può essere trasferita a terzi o rivalutata

L’aspirante socio non deve svolgere attività contrastanti o incompatibili con i fini dell’associazione. L’accettazione del nuovo socio è rimessa al giudizio insindacabile del Consiglio Direttivo senza obbligo di motivazione espressa. Il rifiuto del Consiglio Direttivo nazionale nei confronti del nuovo socio comporta la restituzione della quota eventualmente versata.

Articolo 5 - Diritti dei soci

  • Tutti i soci maggiorenni godono, al momento dell’ammissione, del diritto di partecipazione nelle assemblee sociali nonché dell’elettorato attivo e passivo. Tale diritto verrà automaticamente acquisito dal socio minorenne alla prima assemblea utile svoltasi dopo il raggiungimento della maggiore età
  • Al socio maggiorenne è altresì riconosciuto il diritto a ricoprire cariche sociali all’interno dell’associazione nel rispetto tassativo dei requisiti di cui al comma 2 del successivo articolo 13
  • La qualifica di socio dà diritto a frequentare le iniziative indette dal consiglio direttivo e la sede sociale

Articolo 6 - Decadenza dei soci

I soci cessano di appartenere all’associazione nei seguenti casi:

  • Dimissione volontaria (che può essere presentata via email inviata a info@rifugiomiletta.org o via raccomandata inviata a Rifugio Miletta – Via Visconti 31 – 28010 Agrate Conturbia (NO));
  • Morosità protrattasi per oltre due mesi dalla scadenza del versamento richiesto della quota associativa;
  • Radiazione deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti del consiglio direttivo, pronunciata contro il socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dall’associazione o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio
  • Scioglimento dell’associazione ai sensi dell’articolo 26 del presente statuto

Il provvedimento di radiazione di cui al precedente numero 3), assunto dal consiglio direttivo, deve essere ratificato dall’assemblea ordinaria, Nel corso di tale assemblea deve essere convocato il socio interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato a una disamina degli addebiti. Il provvedimento di radiazione rimane sospeso fino alla data di svolgimento dell’assemblea.
L’associato radiato non può più essere ammesso.

Articolo 7 - Organi

Gli organi sociali sono:

  • L’assemblea ordinaria dei soci
  • Il Presidente
  • Il Consiglio Direttivo
  • Il Segretario
  • Il Tesoriere

Articolo 8 - Funzionamento dell’assemblea

L’assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie. Quando è regolarmente convocata e costituita, rappresenta l’universalità degli associati e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.
La convocazione dell’assemblea straordinaria potrà essere richiesta al consiglio direttivo da almeno metà più uno degli associati, in regola con il pagamento delle quote associative all’atto della richiesta, che ne propongono l’ordine del giorno. In tal caso, la convocazione dell’assemblea è atto dovuto da parte del consiglio direttivo. La convocazione dell’assemblea straordinaria potrà essere richiesta anche dalla metà più uno dei componenti del consiglio direttivo.
L’assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’associazione o, comunque, in luogo idoneo a garantire la massima partecipazione degli associati.
Le assemblee sono presiedute dal Presidente del Consgilio Direttivo. In caso di sua assenza o impedimento, da una delle persone legittimamente intervenute all’assemblea ed eletta dalla maggioranza dei presenti.
L’assemblea nomina un segretario e, se necessario, due scrutatori. Nell’assemblea con funzione elettiva, in ordine alla designazione delle cariche sociali, è fatto divieto di nominare tra i soggetti con funzioni di scrutatori, i candidati alle medesime cariche.
L’assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell’assemblea è redatto da un notaio.
Il Presidente dirige e regola le discussioni e stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.
Di ogni assemblea si dovrà redigere apposito verbale, firmato dal presidente della stessa, dal segretario e, se nominati, dai due scrutatori. Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo a garantirne la massima diffusione.

Articolo 9 - Diritti di partecipazione

Potranno prendere parte alle assemblee ordinarie e straordinarie dell’associazione i soli soci in regola con il versamento della quota annua e non soggetti a provvedimenti disciplinari in corso di esecuzione. Avranno diritto di voto solo gli associati maggiorenni. Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato.

Articolo 10 - Assemblea ordinaria

La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà minimo otto giorni prima mediante affissione di avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, fax o telegramma. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare.
L’assemblea deve essere indetta a cura del consiglio direttivo e convocata dal presidente almeno una volta all’anno, entro i quattro mesi successivi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio consuntivo e per l’esame del bilancio preventivo.
Spetta all’assemblea deliberare sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione nonché in merito all’approvazione dei regolamenti sociali, per la nomina degli organi direttivi dell’associazione e su tutti gli argomenti attinenti alla vita e ai rapporti dell’associazione che non rientrino nella competenza dell’assemblea straordinaria e che siano legittimamente sottoposti al suo esame ai sensi del precedente articolo 8, comma 2.

Articolo 11 - Validità assembleare

L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza assoluta degli associati aventi diritto al voto e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni socio ha diritto al voto.
L’assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno due terzi degli associati eventi diritto al voto e delibera validament con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Trascorso un giorno dalla prima convocazione tanto l’assemblea ordinaria tanto quella straordinaria saranno validamente costituite qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibera con il voto della maggioranza dei presenti. Ai sensi dell’articolo 21 del Codice Civile, per deliberare lo sciogliemento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Articolo 12 - Assemblea straordinaria

L’assemblea straordinaria deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno 15 giorni prima dell’adunanza mediante affissione d’avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, fax o telegramma. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare.

L’assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie: approvazione e modificazione dello statuto sociale; atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari, designazione e sostituzione degli organi sociali elettivi qualora la decadenza di questi ultimi sia tale da compromettere il funzionamento e la gestione dell’associazione, scioglimento dell’associazione e modalità di liquidazione.

Articolo 13 - Il consiglio direttivo

Il consiglio direttivo è composto da un numero stabilito dall’assemblea variabile tra i 3 e i 7 membri eletti, compreso il presidente, dall’assemblea stessa. Il consiglio direttivo, nel proprio ambito, nomina il vicepresidente, il segretario e il tesoriere. Tutti gli incarichi sociali si intendono a titolo gratuito. Il consiglio direttivo rimane in carica quattro anni ed i suoi componenti sono rieleggibili. Le deliberazioni verranno adottate a maggioranza. In caso di parità, prevarrà il voto del presidente.
Possono ricoprire cariche sociali i soli soci in regola con il pagamento delle quote associative che siano maggiorenni, che non abbiano riportato condanne passate in giudicato per delitti non colposi.
Il consiglio direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
In caso di parità, il voto del presidente è determinante.
Le deliberazioni del consiglio, per la loro validità, devono risultare da un verbale sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario. Lo stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo a garantirne la massima diffusione.

Articolo 14 - Dimissioni

Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, durante il corso dell’esercizio venissero a mancare uno o più consiglieri che non superino la metà del consiglio, i rimanenti provvederanno all’integrazione del consiglio con il primo candidato in ordine di votazioni, alla carica di consigliere non eletto, a condizione che abbia riportato almeno la metà dei voti dell’ultimo consigliere eletto. Ove non vi siano candidati che abbiano tali caratteristiche, il consiglio proseguirà carente dei suoi componenti fino alla prima assemblea utile dove si procederà alle votazioni per surrogare i mancanti che resteranno in carica fino alla scadenza dei consiglieri sostituiti.
Nel caso di dimissioni o impedimento del presidente del consiglio direttivo a svolgere i suoi compiti, le relative funzioni saranno dal vicepresidente fino alla nomina del nuovo presidente, che dovrà aver luogo alla prima assemblea utile successiva.
Il consiglio direttivo dovrà considerarsi decaduto e non più in carica qualora, per dimissioni o per qualsiasi altra causa, venga a perdere la maggioranza dei suoi componenti, incluso il presidente. Al verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza ritardo l’assemblea ordinaria per la nomina del nuovo consiglio direttivo. Fino alla sua nuova costituzione e limitatamente agli affari urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’associazione, le funzioni saranno svolte dal consiglio direttivo decaduto.

Articolo 15 - Convocazione direttivo

Il consiglio direttivo si riunisce ogni qual volta il presidente lo ritenga necessario, oppure se ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei consiglieri, senza formalità.

Articolo 17 - Il Presidente

Il presidente dirige l’associazione e ne controlla il funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali, né è il legale rappresentante in ogni evenienza.

Articolo 16 - Compiti del consiglio direttivo

Sono compiti del consiglio direttivo:

  • deliberare sulle domande di ammissione dei soci;
  • redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo da sottoporre all’assemblea;
  • fissare le date delle assemblee ordinarie dei soci da indire almeno una volta all’anno e convocare l’assemblea straordinaria nel rispetto dei quorum di cui all’articolo 8, comma 2;
  • redigere gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività sociale da sottoporre all’approvazione dell’assemblea degli associati;
  • adottare i provvedimenti di radiazione verso i soci qualora si dovessero rendere necessari;
  • attuare le finalità previste dallo statuto e l’attuazione delle decisioni dell’assemblea dei soci;

Articolo 17 - Il Presidente

Il presidente dirige l’associazione e ne controlla il funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali, né è il legale rappresentante in ogni evenienza.

Articolo 18 - Il Vicepresidente

Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in quelle mansioni nelle quali venga espressamente delegato.

Articolo 19 - Il Segretario

Il segretario dà esecuzioni alle deliberazioni del presidente e del consiglio direttivo, redige i verbali delle riunioni e attende alla corrispondenza.

Articolo 20 - Il Tesoriere

Il tesoriere cura l’amministrazione dell’associazione e si incarica della tenuta dei libri contabili nonché delle riscossioni e dei pagamenti da effettuarsi previo mandato del consiglio direttivo.

Articolo 21 - Il Rendiconto

Il consiglio direttivo redige il bilancio dell’associazione, sia preventivo che consuntivo, da sottoporre all’approvazione assembleare. Il bilancio consuntivo deve informare circa la complessiva situazione economico-finanziaria dell’associazione. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale ed economico-finanziaria dell’associazione, nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti degli associati. Insieme alla convocazione dell’assemblea ordinaria, che riporta all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, deve essere messo a disposizione di tutti gli associati copia del bilancio stesso.

Articolo 22 - Anno sociale

L’anno sociale e l’esercizio finanziario iniziano il primo gennaio e terminano il trentuno dicembre di ciascun anno.

Articolo 23 - Patrimonio

I mezzi finanziari sono costituiti dalle quote associative, determinate annualmente dal consiglio direttivo, dai contributi di enti ed associazioni, da lasciti e donazioni, dai proventi derivanti dalle attività organizzate dall’associazione. Eventuali attività commerciali dovranno avere carattere di assoluta marginalità. Divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Il Patrimonio dell’associazione potrà essere costituito da beni mobili ed immobili.

Articolo 24 - Sezioni

L’assemblea, nella sessione ordinaria, potrà costituire delle sezioni nei luoghi che riterrà più opportuni, al fine di meglio raggiungere gli scopi sociali.

Articolo 25 - Clausola compromissoria

Tutte le controversie insorgenti tra l’associazione ed i soci, e tra i soci medesimi, saranno devolute all’esclusiva competenza di un arbitro nominato dal tribunale territorialmente competente.

Articolo 26 - Scioglimento

Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea generale dei soci convocata in seduta straordinaria e validamente costituita con la presenza di almeno tre quarti degli associati aventi diritto di voto, con l’approvazione, sia in prima che in seconda convocazione, di almeno tre quarti dei soci esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe. Così pure la richiesta dell’assemblea generale straordinaria da parte dei soci avente per oggetto lo scioglimento dell’associazione deve essere presentata da almeno tre quarti dei soci con diritto di voto, con l’esclusione delle deleghe.
L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’associazione, delibererà, sentita l’autorità preposta, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo del Patrimonio dell’associazione. La destinazione del patrimonio residuo avverrà a favore di altre associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge e sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662.